lunedì 20 agosto 2018

La gratitudine è un arcobaleno sul muro.



gratitùdine s. f. [dal lat. tardo gratitudo -dĭnis, der. di gratus «grato, riconoscente»]. – Sentimento e disposizione d’animo che comporta affetto verso chi ci ha fatto del bene, ricordo del beneficio ricevuto e desiderio di poterlo ricambiare (è sinon. di riconoscenza, ma può indicare un sentimento più intimo e cordiale): averesentirenutrire gper (o versoqualcunoserbaremostrare ga qualcunogsinceraprofondaattomanifestazionesegno di gratitudine.




La gratitudine è un sentimento onesto. Non chiede nulla indietro.
E' il sentimento più puro e meno egoista che noi persone su questa terra possiamo provare. E' rivolto interamente verso gli altri, senza riscontri sull' appagamento personale.

La gratitudine è semplice, limpida, ha un qualcosa di sacro.


Gratitudine è un pane fragrante appena sfornato (ma anche la pizza va bene uguale), è affondare il naso in un mazzo di rose rosa. Gratitudine è l'abbraccio sincero, la parola GRAZIE sussurrata con gli occhi.

La gratitudine è un muro grigio dipinto con i colori dell'arcobaleno.

Ho avuto l'onore di dipingere la gratitudine. Un omaggio colorato da parte di una mamma e di un papà riconoscenti verso l'asilo frequentato dai loro bambini.
Un GRAZIE sul muro. Disegnato con il cuore e poi dipinto con smalti all'acqua.


























domenica 19 agosto 2018

Luoghi comuni tanto veri

Non esiste più la mezza stagione.
Si stava meglio quando si stava peggio.
Goditi i bambini che poi crescono.

Goditi i bambini che crescono in fretta.

Il mio luogo comune preferito. 
Tanto vero. 

Ma la verità è che se devi pensarci per poterlo fare allora non ti godi proprio un bel niente, perchè ti perdi per la strada tutta la spontaneità che quella cosa lì comporta. Come il solletico, che mica fa ridere se sei già preparata a riceverlo, o la pelle d'oca che non ti fa venire quel brividino di piacere se sai gia' che suoneranno quella canzone che non pensavi.

Quindi possiamo solo osservarli mentre crescono e viverli il più intensamente possibile. Senza concentrarci più del necessario, ma facendo attenzione ad esserci,sempre. Anche quando ci fanno arrabbiare, anche se avremmo altro da fare.

Ho realizzato questi pannelli illustrati per due bambini che si chiamano Francesco e Pietro, amanti della natura e degli animali, amici di lepri, caprette, asinelli, gatti, cani e pulcini. 
E il mio augurio per Francesco e Pietro è velatamente rivolto alla mamma e al papà di Francesco e Pietro. Godetevi i bambini che poi crescono. Viveteli. Sempre.  Giorno dopo giorno, scoperta dopo scoperta. Magari prendendo nota dei loro progressi con il pennarello indelebile, che quando saranno grandi vi aiuterà a ripescare i ricordi. 

I pannelli sono in mdf , i soliti che mi piace usare per i Decopanels. misurano 30x100cm il metro e 20x50 gli altri due. Realizzati a mano con illustrazioni generate dal mio cervello e smalti acrilici.







martedì 6 marzo 2018

La civetta

Ho pensato cento volte di scrivere e poi non l'ho mai fatto.
Avrei tanto voluto lamentarmi di roba mista, del tempo che fugge via, della mezza stagione che non esiste più.  Volentieri vi avrei spiegato l'impazienza e il tormento interiore che questa vena artistica porca miseria mi provoca dentro, e quante belle frasi ad effetto mi sarei inventata stordita dalla scoperta di aver raggiunto per davvero i quarant'anni anagrafici.
Ma no, poi ho pensato, no dai. Che di gente che si lamenta è pieno il mondo sù. Ho pensato che avrei fatto più bella figura a star zitta e passare ai fatti ecco. Il minimo indispensabile.
Ho un sacco di arretrati e vorrei rinfrescare un pò il blog, per cui parto da lontano e vi racconto la storia di questo pezzo di legno.
E' un lavoro che risale all'estate scorsa (ve l'ho detto che ho un pò di arretrati... ), un giorno di luglio per la precisione, o forse agosto, io non me lo ricordo (per via dell'età, ovvio).
Comunque, dicevamo, un pezzo di compensato marino, una di quelle assi belle toste che non si svirgola con l'umidità e resiste allegramente alle intemperie per capirci. In più stilosissimo, pieno di venature profonde da seguire con la punta delle dita, un pezzo di legno con un fascino magnetico se mi capite (ditemi che mi capite,...).

Igor e Giusy avevano bisogno dell'insegna per il loro B&B e nella loro testa immagine e nome si erano fatti nitidi già da un pezzo.

Ho carteggiato, disegnato, dipinto, dorato, ricarteggiato, smaltato e aggiunto un paio di ganci d'acciaio. "La Civetta" è nata così, grazie ai nonni che si sono portati i miei bambini in gita in un giorno di luglio per la precisione, o forse agosto, io non me lo ricordo (per via dell'età, ovvio), e mi hanno lasciato otto ore di solitudine per darmi il tempo di fare quello di cui avevo più bisogno quel giorno lì. Dipingere.

Ho usato smalti all'acqua su compensato marino, la dimensione è 60x80 circa e il B&B di Giusy e Igor è questo gioiellino qui.











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