giovedì 29 maggio 2014

Il quadro "fai tu" - seconda parte

Forse non mi dispiace poi così tanto l'idea di far come mi pare. 
Dopo tanti anni di lavori su commissione mi ero dimenticata del potere liberatorio di un quadro "fai tu".
Pensavo di non esserne più capace e invece, dopo un primo momento di sconforto, devo dire che ci ho preso gusto! 

Ecco come si presenta adesso il quadro di cui vi ho già parlato qui, ma c'è ancora tanto da lavorare per farlo diventare quello che ho in mente.. chissà come sarà una volta finito?

martedì 27 maggio 2014

Il quadro "fai tu"


Mi è stato commissionato un quadro "fai tu". E allora sono andata in crisi.
Un altro ci andrebbe a nozze probabilmente, io panico da tela bianca.
Purtoppo non sono ancora arrivata alla fiducia totale nelle mie capacità di pittrice, o forse semplicemente non ho ancora stabilito uno stile personale che mi dia libero sfogo ... ma un pò per insicurezza, un pò per indecisione, quando sono io a dover scegliere vado in loop temporaneo. Mi ci vuole almeno una settimana prima di riuscire a sbloccarmi.

Non so a chi sia destinato questo quadro, non so in quale contesto sarà esposto, non so quanto grande lo devo fare, so solo che è per un regalo, per il resto FAI TU...
Dipingo un paesaggio per una sala moderna lungo e stretto? .. un cesto di frutta per una cucina classica su un formato standard? ... Un campo di papaveri quadrato o uno stagno di ninfee panoramico? ...Olio? ...Acrilico? Ho davanti a me mille strade, troppe, come faccio a sceglierne solo una?

Basta, mi butto, o la va o la spacca. Ho optato per un soggetto classico, una natura morta. Formato standard, 40x50cm, nè troppo grande nè troppo piccolo. E siccome mi piacciono le vecchie bottiglie, mi piacciono i fiori di campo e adoro il verde, ho preso spunto da una vecchia fotografia trovata in rete che conteneva tutti questi elementi.
Ecco come inizia il mio quadro "fai tu"...


Poi ci metto sù un pò di oro (simil oro in foglia), perchè almeno su questo non ho dubbi, l'oro nei miei dipinti non manca mai ... o quasi mai...


... per il resto vi aggiornerò strada facendo, intanto penserò ad un titolo che sia un pò più carino di "fai tu"... avete qualche suggerimento da darmi?

mercoledì 21 maggio 2014

Ancora Cinzano : W.I.P.

Vi aggiorno sull'andamento del dipinto su cui sto lavorando da un paio di settimane (ovviamente sempre e solo nei miei 100 minuti quotidiani a disposizione...)

La pittura ad olio è un pò come un cavallo da domare, ci devi fare amicizia in modo graduale e la fiducia reciproca si manifesta solo dopo qualche tentativo. Procedo per velature, e allora dopo ogni mano aspetto che sia ben asciutto prima di andare avanti. E' un lavoro lungo e la pazienza si spreca, ma è quello che a me piace fare.
Come potete vedere sono arrivata ad un punto in cui a prima vista il quadro sembra finito... ma NO!!! C'è ancora tanto da fare, ora l'aspetto generale è quello che volevo, ma si tratta ancora di lavorare in punta di pennello per modellare le linee e le forme e cercare di renderle il più simili possibile all'originale. 

Io continuo, intanto vi faccio cercare le differenze...



lunedì 19 maggio 2014

quadretto dopo quadretto

Aspetti il tuo primo figlio e ti chiedi come sarà, se sarai all'altezza del difficile compito che ti spetta.
Le domande sono mille, ma in fondo hai già la risposta perchè il tuo cuore gonfio d'amore è solo per lui e in qualche modo, insieme, sai che ce la farete.

Aspetti il secondo e tutto cambia.

Perchè questa volta le domande che ti fai sono diverse, ti chiedi come farai a volergli bene allo stesso modo in cui hai saputo voler bene al primo. Ti chiedi se avrai abbastanza energie da dedicare a entrambi. Ti domandi dove andrai a pescare l'amore per quella seconda creatura visto che ti sembra di aver già esaurito tutto il disponibile la prima volta.
"Chissà come farò a dividermi in due"... E non sono solo interrogativi, questa volta sono vere e proprie paure.

Poi succede il miracolo. E invece di doverti dividere a metà ti rendi conto di esserti raddoppiata.

Di mamma ce n'è per tutti alla fine.
Solo che bisogna attraversare diverse fasi e a questo punto si deve crescere tutti insieme.
Perchè chi se lo aspettava che la gelosia nei confronti di una sorella più piccola potesse essere così dolorosa, e chi si immaginava di dover fare i conti con le debolezze di un piccolo leone che non ha paura di nulla...
Insomma, i primi tempi di "convivenza" sono stati duri per tutti, poi fratello e sorella piano piano hanno imparato a conoscersi, ad accettarsi, anche a volersi bene. Si sono anche un pò rassegnati forse, ma ora non possono più fare a meno l'uno dell'altra...

I miei bambini cresceranno insieme e il mio più grande desiderio per il loro futuro (oltre a salute e serenità..) è che lo facciano con la consapevolezza di potersi mettere l'uno nelle mani dell'altro. Pensare a loro, tra vent'anni o trenta o quaranta, ancora amici e affezionati l'uno all'altra mi riempie il cuore. Da mamma ci spero, poi faranno come vorranno loro, come succede da che mondo è mondo. A noi genitori non resta che costruire una solida base con buoni principi e sante parole, a loro toccherà fare il resto volando da soli.

La mia prima regola è l'equa distribuzione: se fai una cosa per uno la devi fare uguale anche per l'altro.
Così mi sono messa a fare non una ma due coperte a uncinetto. Le porto avanti in contemporanea e anche se diverse l'una dall'altra, io so che cresceranno insieme, proprio come Leonardo e Carlotta, quadretto dopo quadretto...






venerdì 16 maggio 2014

Evasione del venerdì : Renè Gruau

Sono entrata a forza (...perchè in effetti stamattina me ne sarei stata volentieri nel letto!)  in uno di quei venerdì pigri da far paura. Ho già fatto la conta di tutte quelle cose urgenti che non farò, non oggi perlomeno.
Non mi metto nemmeno a dipingere con la scusa che la tela non è ancora asciutta e quindi non posso procedere con i lavori.

Da piccola sognavo di fare la stilista di moda.
Poi mi hanno detto che forse qualcosina in fatto di vestiti avrei dovuto capirci e allora ho lasciato perdere.
A me interessava la parte illustrata, disegnare i figurini di donne eteree e aggraziate con le gambe da gazzella e il vitino di vespa, con le espressioni serie e le mani affusolate.
Mi compravo le riviste delle sarte solo per copiare quelle gatte leggiadre e riempivo pagine e pagine di quaderni con le mie bamboline.

Mi sono portata tutto dietro crescendo e ancora oggi quando scarabocchio mentre parlo al telefono o aspetto che venga su il caffè, dalla punta della mia matita escono gambe aggraziate, nasini all'insù e ciglia lunghe.
Ora capite perchè ho adorato Renè Gruau fin dalla prima volta che mi sono imbattuta nei suoi disegni. Ho largamente parlato di lui nei miei post precedenti, ma ancora non vi ho mostrato il suo lavoro.

Se volete qualche informazione in più sulla sua vita potete andare a leggere qui o qui oppure semplicemente cercarlo su google e perdervi. Ma intanto fatevi ispirare e date un'occhiata, ecco un assaggio di quel che sapeva fare quest'uomo...

René Gruau

René Gruau

02 Rene Gruau le dernier cri1 Le illustrazioni di René Gruau the protagonists designers creativi e celebrities cool hunting  storia della moda slider René Gruau personaggi illustrazione fashion illustration Cristina 900

03 Rene Gruau le dernier cri1 Le illustrazioni di René Gruau the protagonists designers creativi e celebrities cool hunting  storia della moda slider René Gruau personaggi illustrazione fashion illustration Cristina 900

05 Rene Gruau le dernier cri Le illustrazioni di René Gruau the protagonists designers creativi e celebrities cool hunting  storia della moda slider René Gruau personaggi illustrazione fashion illustration Cristina 900


13 Rene Gruau le dernier cri Le illustrazioni di René Gruau the protagonists designers creativi e celebrities cool hunting  storia della moda slider René Gruau personaggi illustrazione fashion illustration Cristina 900

14 Rene Gruau le dernier cri Le illustrazioni di René Gruau the protagonists designers creativi e celebrities cool hunting  storia della moda slider René Gruau personaggi illustrazione fashion illustration Cristina 900


martedì 13 maggio 2014

Work in progress

Continuo a lavorare su questa tela che riproduce il manifesto della Cinzano illustrato da Renè Gruau. Dopo la fase1 cioè il disegno e  la fase2 cioè il riempimento con colori acrilici, sono sulla terza fase ovvero il dipinto ad olio vero e proprio. 
Ora si rallenta perchè i tempi d'asciugatura si dilatano e sembrano eterni. 
Ora non ci sono più fasi e priorità, ora vado a istinto cercando di far somigliare il più possibile la mia opera all'originale.

Dopo aver riempito con questo rosso meraviglioso tutte le zone interessate sono passata al bianco. Non è bianco, è un bianco sporcato di ocra, è un bianco carta ingiallita e come tale deve riportare i segni del tempo (vedi macchie più scure)

La netta linea orizzontale di separazione tra i due colori sullo sfondo no, non la faccio con il nastro carta. 

Perchè verrebbe precisa, ma ci sarebbe un gradino.

Io la voglio definita, ma sfumata, voglio che l'incontro tra i due colori sia un passaggio soffice anche se netto e allora faccio una sfumatura impercettibile. 

Si chiama masochismo. 

Quando potresti avere la vita semplice ma non ti accontenti perchè tu cerchi la perfezione.
Ma che sono fatta così già lo sapevo, d'altronde se vuoi trasformare un'illustrazione di 30cm in una tela ad olio di un metro qualche sacrificio lo devi pur fare...

Dopo il bianco, il rosa, qualche pennellata di questa tonalità che poi non è altro che lo stesso rosso dello sfondo sul bianco ancora fresco.

Ma era solo la prima mano.





venerdì 9 maggio 2014

Step n°3 : Olio

Il grande limite della riproduzione artistica per chi fa copie o "falsi" è il colore. Mi spiego. Per quanto io possa avere in mano un'immagine dettagliata nelle forme e impeccabile nel segno, non avrò mai il colore originale dell'opera che devo copiare. Posso anche aver fatto il disegno perfettamente identico, aver riprodotto ogni ruga di ogni pennellata, ma il colore è un'altra storia.
Non riuscirei a rifare le stesse tinte che aveva in mente l'artista nemmeno se avessi l'originale nelle mie mani perchè sarebbe comunque ingiallito, invecchiato, usurato dal tempo, dalla luce e dalla polvere.
Per quanto la mia stampante faccia del suo meglio mi ritrovo con un'immagine che magari è stata manipolata, ottimizzata, photoshoppata, è impossibile che io riesca a cogliere il colore puro spalmato sull'originale.

Si va a interpretazione, a gusto personale, a tentativi anche.

Inizio oggi la parte "vera" del dipinto: la stesura del colore ad olio. Di solito per diluire il pigmento si usa una miscela di olio di lino e trementina, ma siccome non voglio rischiare l'intossicazione di tutta la famiglia (la trementina è un solvente volatile e in più puzza in modo tremendo, anzi, tremendino hi! hi! hi!) io uso l'olio puro. 
L'olio puro è denso e viscido, ci mette un secolo ad asciugare e l'odore non è proprio il massimo, ma dà un effetto finale che quando lo vedi non vuoi più dipingere con nient'altro. Lucido, pieno, compatto, ma allo stesso tempo incline alla dissolvenza, alle sfumature, cattura la luce in silenzio e la restituisce con prepotenza.

Allora incomincio con quello che secondo me è il vero protagonista di questa illustrazione: il rosso.
E dato che, come ho detto prima, non sapremo mai qual'è il rosso originale che voleva Renè (Gruau, l'illustatore padre di questa immagine), allora io uso quello che per me è dei rossi il re... 
Rosso di Cadmio chiaro n.226 della serie "Artisti", Maimeri. Questo, per l'appunto...


giovedì 8 maggio 2014

Step n°2 : basi di colore

Riproduzione di manifesto "Cinzano" d'epoca, work in progress.

Non stà scritto da nessuna parte, ma io solitamente faccio così: dopo aver delimitato i contorni (qui il primo post con i dettagli), riempio le aree di colore con delle basi acriliche. 

Acrilico. Anche se il quadro sarà dipinto ad olio o a smalto, o con qualche altra vernice ancora diversa io le basi le voglio così, acriliche. Perchè puoi stendere il colore in modo uniforme, perchè asciuga in un attimo, perchè ho bisogno di vedere subito come sarà l'effetto finale. E allora riempio. Cancello ogni traccia di quel bianco odioso della tela nuova e butto giù colore, senza preoccuparmi troppo della somiglianza con l'originale. E' la fase dello sfogo libero, sembro una pazza furiosa con un pennello gigante in mano.
Il colore deve essere abbastanza coprente da poter lasciare immaginare la fine, ma allo stesso tempo deve anche essere abbastanza trasparente da lasciar intravedere le linee tracciate prima. 

Con quel bianco sporcato di ocra ho cercato di lasciare un effetto "carta ingiallita" che mi piacerebbe tenere per i passaggi successivi. Di rosso ho dato due mani anche se forse ne bastava una, ma era talmente vivo, acceso, cremoso che non ho saputo resistere... voi non avreste fatto il bis?



mercoledì 7 maggio 2014

Step n°1 : linea nera

Iniziato il nuovo lavoro, quello di cui accennavo qui e che consiste nella riproduzione di un manifesto illustrato da Renè Gruau per Cinzano..

La prima fase è la linea, la riproduzione del disegno nella sua forma più essenziale. In questo caso i contorni coincidono proprio con dei segni neri, grafici, pennellate con uno spessore ben definito. Uso un semplice acrilico nero e intanto inizio a prendere confidenza con l'immagine che ho di fronte e a "sporcare" un pò una tela ancora troppo bianca.

Non è solo copiare, è un lento e graduale entrare in contatto con la realtà di cui quest'opera fa parte. 

Inizio a conoscere Renè attraverso i suoi tratti, ancora prima di leggere qualcosa su di lui. Renè che poi ho scoperto essere Renato, italiano per nascita (da parte di padre), ma parigino per vocazione. In effetti io un pò Parigi ce la sento tra i suoi disegni, vedo l'influenza di Touluse Lautrec nell'essenzialità delle linee, vedo quell'eleganza senza tempo nei gesti delle sue donne. Ci vedo anche un pò di influenza giapponese dentro: nelle pieghe sulla manica che ricordano un pò le pennellate degli ideogrammi e nella ripartizione netta dello spazio, figura che si staglia decisa su uno sfondo monocromatico. 

Ma tutte queste cose, se non avessi iniziato a "copiare" quest'opera un millimetro alla volta, non le avrei mai notate.
Ecco un paio di immagini del work in progress (per ora sul pavimento!)...



lunedì 5 maggio 2014

Nuova settimana, nuovo progetto

Fine delle vacanze di Pasqua, fine dei ponti di primavera e delle scule chiuse. Finalmente mi riprendo i miei sacrosanti 90 minuti giornalieri (solo giorni feriali!) di artitudine e mi rimetto al lavoro su un nuovo entusiasmante dipinto.

Amo il vintage, amo i colori decisi, ma soprattutto amo mettermi alla prova cercando di soddisfare le persone che si mettono nelle mie mani per "vestire" le stanze di casa propria. Ecco perchè questo nuovo lavoro mi piace in modo particolare.

I padroni di casa sono Silvia e Francesco, hanno un'intera parete completamente bianca in una cucina stilosa e dalle linee pulite ed essenziali e vorrebbero "riempirla" con immagini piene e dai toni decisi, ma allo stesso tempo eleganti e oltre le mode, insomma, per quel poco che li conosco con qualcosa che rispecchi la loro personalità.
Silvia mi ha mandato un paio di foto della cucina e due immagini che le piacevano. Mi ha subito trovata daccordo con lei perchè sono due illustrazioni degli anni '20 e '50 con un forte impatto stilistico.
E come facevano a non piacermi? ...ma sicuramente le avrete già viste anche voi dato che portano benissimo i loro quasi cento anni e continuano ad essere attuali... Eccole:


20060831161319_Martini-bigMarcello Dudovich –1921-
Vermouth Bianco Martini & Rossi
cinzano
Renè Gruau
Cinzano

A questo punto mi sembrava il minimo approfondire l'argomento e fare qualche ricerca sui loro padri illustratori e così mi sono letta vita , opere e miracoli di Renè Gruau, l'illustratore di moda che per anni è stato il volto di Dior e Marcello Dudovich, uno dei padri della grafica pubblicitaria Made in Italy.
Ok, non sono semplici illustrazioni, sono vere e proprie opere d'arte.

Ho provato a fare dei fotomontaggi per capire insieme a Silvia e Francesco cosa se ne poteva fare. Dopo diversi tentativi ecco qual'è la soluzione definitiva: due tele affiancate di misura 80x100cm, l'effetto finale dovrebbe essere questo:


Vi piace?  ...e ora non mi resta che mettermi all'opera!


LinkWhitin

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