giovedì 14 febbraio 2019

Di un quadro e di un viaggio

dipingere un quadro e fare un viaggio sono due cose che un per me un pò si somigliano...


prepararsi alla strada con trepidazione e aspettative importanti...


...partire con bagaglio leggero e poi aggiungere pezzi strada facendo...  


...focalizzare l'attenzione sui dettagli e sulle sfumature...


...rallentare un pò, per godersi il panorama... 


... e poi scattare una fotografia che ti riporti là tutte le volte che la guardi..

"Cuba" olio su tela 80x80cm

Ecco il mio ultimo lavoro, "Cuba", ricordo di un viaggio affascinante e regalo prezioso da parte di un'amica carissima al suo compagno di viaggio, di vita, d'amore.

mercoledì 19 dicembre 2018

Tra passato e futuro

Un dono che non è arrivato fino a Natale. 
Succede spesso alle persone generose: è il fatto stesso di donare la parte divertente della faccenda, il regalo più bello per le persone di cuore è lo stupore dipinto negli occhi di chi riceve. E quindi i regali non arrivano al momento giusto, ma sempre con un pò di anticipo, perchè saper aspettare davanti alla felicità non fa parte della natura umana.

Questo dipinto è un dono di Natale, ma non solo. E' un regalo speciale fatto davvero con il cuore, ma non solo. E' un augurio di buona vita da parte di una madre al figlio che spicca il volo, ma anche un abbraccio di affetto sincero a chi, in questa avventura lo accompagnerà. 
Ma non è nemmeno solo questo.

Questo quadro è passato e futuro insieme. 


Il passato nella sabbia che ci ricorda il nostro legame profondo con la terra e con le nostre radici, con la nostra famiglia e con i nostri affetti più cari.


Il futuro nello splendore dell'oro che promette serenità e ci ricorda che ogni singolo giorno è un giorno sacro e va reso speciale


Il passato nei dettagli delle storie raccontate attraverso le pieghe del tempo


Il futuro in uno sguardo che cerca un faro lontano da seguire


Il passato nei nostri gesti, che riflettono quelli di chi ci ha preceduto


Il futuro nella cornice che si sceglie da sola, anche quelle volte che ci da l'illusione di poterlo fare noi.


Questo quadro è tutto questo e anche molto di più.
Cambia aspetto, a seconda della luce con cui viene illuminato. 
E' un pò come la vita, che se la guardi sorridendo ti sorride un pò anche anche lei. 
Siamo parte di una storia da raccontare senza capo ne fine perchè esisteva prima di noi e dopo di noi continuerà a raccontarsi.






"Presente" tecnica mista su tela 80x80cm


Questo quadro è un dono d'amore.

E un dono si chiama anche presente voi lo sapete.

Io penso che l'abbiano chiamato così mica a caso eh. Il più bel regalo che possiamo fare alle persone care è quell'attimo di magica consapevolezza di trovarsi nel posto giusto: esattamente a metà tra un passato che sostiene e un futuro che vola in alto.

E poco importa se quell'attimo è arrivato qualche giorno prima del previsto!

Buon Natale e Buon presente a tutti!

lunedì 20 agosto 2018

La gratitudine è un arcobaleno sul muro.



gratitùdine s. f. [dal lat. tardo gratitudo -dĭnis, der. di gratus «grato, riconoscente»]. – Sentimento e disposizione d’animo che comporta affetto verso chi ci ha fatto del bene, ricordo del beneficio ricevuto e desiderio di poterlo ricambiare (è sinon. di riconoscenza, ma può indicare un sentimento più intimo e cordiale): averesentirenutrire gper (o versoqualcunoserbaremostrare ga qualcunogsinceraprofondaattomanifestazionesegno di gratitudine.




La gratitudine è un sentimento onesto. Non chiede nulla indietro.
E' il sentimento più puro e meno egoista che noi persone su questa terra possiamo provare. E' rivolto interamente verso gli altri, senza riscontri sull' appagamento personale.

La gratitudine è semplice, limpida, ha un qualcosa di sacro.


Gratitudine è un pane fragrante appena sfornato (ma anche la pizza va bene uguale), è affondare il naso in un mazzo di rose rosa. Gratitudine è l'abbraccio sincero, la parola GRAZIE sussurrata con gli occhi.

La gratitudine è un muro grigio dipinto con i colori dell'arcobaleno.

Ho avuto l'onore di dipingere la gratitudine. Un omaggio colorato da parte di una mamma e di un papà riconoscenti verso l'asilo frequentato dai loro bambini.
Un GRAZIE sul muro. Disegnato con il cuore e poi dipinto con smalti all'acqua.


























domenica 19 agosto 2018

Luoghi comuni tanto veri

Non esiste più la mezza stagione.
Si stava meglio quando si stava peggio.
Goditi i bambini che poi crescono.

Goditi i bambini che crescono in fretta.

Il mio luogo comune preferito. 
Tanto vero. 

Ma la verità è che se devi pensarci per poterlo fare allora non ti godi proprio un bel niente, perchè ti perdi per la strada tutta la spontaneità che quella cosa lì comporta. Come il solletico, che mica fa ridere se sei già preparata a riceverlo, o la pelle d'oca che non ti fa venire quel brividino di piacere se sai gia' che suoneranno quella canzone che non pensavi.

Quindi possiamo solo osservarli mentre crescono e viverli il più intensamente possibile. Senza concentrarci più del necessario, ma facendo attenzione ad esserci,sempre. Anche quando ci fanno arrabbiare, anche se avremmo altro da fare.

Ho realizzato questi pannelli illustrati per due bambini che si chiamano Francesco e Pietro, amanti della natura e degli animali, amici di lepri, caprette, asinelli, gatti, cani e pulcini. 
E il mio augurio per Francesco e Pietro è velatamente rivolto alla mamma e al papà di Francesco e Pietro. Godetevi i bambini che poi crescono. Viveteli. Sempre.  Giorno dopo giorno, scoperta dopo scoperta. Magari prendendo nota dei loro progressi con il pennarello indelebile, che quando saranno grandi vi aiuterà a ripescare i ricordi. 

I pannelli sono in mdf , i soliti che mi piace usare per i Decopanels. misurano 30x100cm il metro e 20x50 gli altri due. Realizzati a mano con illustrazioni generate dal mio cervello e smalti acrilici.







martedì 6 marzo 2018

La civetta

Ho pensato cento volte di scrivere e poi non l'ho mai fatto.
Avrei tanto voluto lamentarmi di roba mista, del tempo che fugge via, della mezza stagione che non esiste più.  Volentieri vi avrei spiegato l'impazienza e il tormento interiore che questa vena artistica porca miseria mi provoca dentro, e quante belle frasi ad effetto mi sarei inventata stordita dalla scoperta di aver raggiunto per davvero i quarant'anni anagrafici.
Ma no, poi ho pensato, no dai. Che di gente che si lamenta è pieno il mondo sù. Ho pensato che avrei fatto più bella figura a star zitta e passare ai fatti ecco. Il minimo indispensabile.
Ho un sacco di arretrati e vorrei rinfrescare un pò il blog, per cui parto da lontano e vi racconto la storia di questo pezzo di legno.
E' un lavoro che risale all'estate scorsa (ve l'ho detto che ho un pò di arretrati... ), un giorno di luglio per la precisione, o forse agosto, io non me lo ricordo (per via dell'età, ovvio).
Comunque, dicevamo, un pezzo di compensato marino, una di quelle assi belle toste che non si svirgola con l'umidità e resiste allegramente alle intemperie per capirci. In più stilosissimo, pieno di venature profonde da seguire con la punta delle dita, un pezzo di legno con un fascino magnetico se mi capite (ditemi che mi capite,...).

Igor e Giusy avevano bisogno dell'insegna per il loro B&B e nella loro testa immagine e nome si erano fatti nitidi già da un pezzo.

Ho carteggiato, disegnato, dipinto, dorato, ricarteggiato, smaltato e aggiunto un paio di ganci d'acciaio. "La Civetta" è nata così, grazie ai nonni che si sono portati i miei bambini in gita in un giorno di luglio per la precisione, o forse agosto, io non me lo ricordo (per via dell'età, ovvio), e mi hanno lasciato otto ore di solitudine per darmi il tempo di fare quello di cui avevo più bisogno quel giorno lì. Dipingere.

Ho usato smalti all'acqua su compensato marino, la dimensione è 60x80 circa e il B&B di Giusy e Igor è questo gioiellino qui.











giovedì 29 giugno 2017

Parco giochi 2006-2017


Quante ne devi aver viste tu, bruco, dall'alto della tua mela.

Di ginocchia sbucciate, di pianti, di risate, di amicizie nate e di amicizie finite, di litigi per l'altalena, di corse vittoriose e pallonate, di gonne a ruota, di orecchie infreddolite e nasi mocciolosi. Se tu avessi orecchie per sentire ascolteresti ogni giorno elogi di nonne orgogliose, sbadigli di padri svogliati, urli isterici di mamme assonnate, silenzi di baci rubati su guance rosse.
Non ho mai nascosto la mia passione per l'illustrazione d'infanzia.
Del mio amore spassionato per i muri da pitturare già ne sapete qualcosa.
Figuratevi quanto mi sono divertita, nel 2006 a decorare questo muro di dieci metri in un parco giochi brulicante di bambini. Un parco giochi piccolino di un paese piccolino, uno di quei posti che senza pretese sono una garanzia, punto di ritrovo di generazioni mescolate.
Pitturavo canticchiando mentre i bambini curiosi mi giravano intorno e mi raccontavano storie inventate sul coniglietto Piero, la pecorella Gaia, la papera nello stagno e il gatto pazzo sul tetto rosso. Pitturavo e intanto mi immaginavo che quel muro lì sarebbe diventato una pietra della loro infanzia da portare nel cuore una volta cresciuti, un muro indissolubilmente legato a storie, risate cristalline, appuntamenti dati e promesse da mantenere. Mai avrei immaginato, in quel lontano, lontanissimo 2006, che un giorno sarei andata a vivere proprio lì vicino e avrei avuto anche io due bimbi che giocano a nascondino e fanno tana proprio lì, sul mio muro di cemento armato.

Da poco il comune ha deciso di riqualificare il parco giochi e mi hanno affidato la parte del restauro di alcune parti del muro che erano state rovinate da vandali dal cervello ristretto e dotati di bomboletta spray. Nera.
Ho volutamente lasciato intatti i segni del tempo, ma corretto le parti rovinate e ricordato tante belle storie.
Nel 2006, l'ultimo giorno di lavoro, dopo gli ultimi ritocchi, avevo scritto tutti i nomi dedicando un angolino proprio a loro, a quei ragazzini che mi avevano fatto compagnia durante l'esecuzione del murales. Erano talmente tanti che proprio non mi ero resa conto di avere dimenticato il nome di una bimba che ancora oggi si rammarica di non essere arrivata in tempo per farmelo scrivere, il suo nome sul muro. Beh, Maddalena, meglio tardi che mai, ora sei grande, se non hai ancora la patente a occhio e croce sarai vicina alla maggiore età, ma io sono sicura che la tua parte bambina sarà contenta di andare a vedere che finalmente sì, cerca bene e vedrai che c'è anche il tuo nome!

Tanti altri bambini passano e passeranno di qui.
Così, volevo mostrarlo anche a voi...