giovedì 29 giugno 2017

Parco giochi 2006-2017


Quante ne devi aver viste tu, bruco, dall'alto della tua mela.

Di ginocchia sbucciate, di pianti, di risate, di amicizie nate e di amicizie finite, di litigi per l'altalena, di corse vittoriose e pallonate, di gonne a ruota, di orecchie infreddolite e nasi mocciolosi. Se tu avessi orecchie per sentire ascolteresti ogni giorno elogi di nonne orgogliose, sbadigli di padri svogliati, urli isterici di mamme assonnate, silenzi di baci rubati su guance rosse.
Non ho mai nascosto la mia passione per l'illustrazione d'infanzia.
Del mio amore spassionato per i muri da pitturare già ne sapete qualcosa.
Figuratevi quanto mi sono divertita, nel 2006 a decorare questo muro di dieci metri in un parco giochi brulicante di bambini. Un parco giochi piccolino di un paese piccolino, uno di quei posti che senza pretese sono una garanzia, punto di ritrovo di generazioni mescolate.
Pitturavo canticchiando mentre i bambini curiosi mi giravano intorno e mi raccontavano storie inventate sul coniglietto Piero, la pecorella Gaia, la papera nello stagno e il gatto pazzo sul tetto rosso. Pitturavo e intanto mi immaginavo che quel muro lì sarebbe diventato una pietra della loro infanzia da portare nel cuore una volta cresciuti, un muro indissolubilmente legato a storie, risate cristalline, appuntamenti dati e promesse da mantenere. Mai avrei immaginato, in quel lontano, lontanissimo 2006, che un giorno sarei andata a vivere proprio lì vicino e avrei avuto anche io due bimbi che giocano a nascondino e fanno tana proprio lì, sul mio muro di cemento armato.

Da poco il comune ha deciso di riqualificare il parco giochi e mi hanno affidato la parte del restauro di alcune parti del muro che erano state rovinate da vandali dal cervello ristretto e dotati di bomboletta spray. Nera.
Ho volutamente lasciato intatti i segni del tempo, ma corretto le parti rovinate e ricordato tante belle storie.
Nel 2006, l'ultimo giorno di lavoro, dopo gli ultimi ritocchi, avevo scritto tutti i nomi dedicando un angolino proprio a loro, a quei ragazzini che mi avevano fatto compagnia durante l'esecuzione del murales. Erano talmente tanti che proprio non mi ero resa conto di avere dimenticato il nome di una bimba che ancora oggi si rammarica di non essere arrivata in tempo per farmelo scrivere, il suo nome sul muro. Beh, Maddalena, meglio tardi che mai, ora sei grande, se non hai ancora la patente a occhio e croce sarai vicina alla maggiore età, ma io sono sicura che la tua parte bambina sarà contenta di andare a vedere che finalmente sì, cerca bene e vedrai che c'è anche il tuo nome!

Tanti altri bambini passano e passeranno di qui.
Così, volevo mostrarlo anche a voi...












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