lunedì 24 febbraio 2014

Mammitudine

L'essere donna già è difficile di suo. Un giorno sei accumulatrice compulsiva e il giorno dopo vuoi liberarti del superfluo, la mattina hai la luna storta e vuoi solo sguazzare nel tuo caos e la sera torna il sorriso e diventi miss precisina. Avrei milioni di esempi, di incoerenze, di cambiamenti repentini e di lunatismi. Siamo così un pò tutte credo, sempre sulla scia di un'onda pronte a buttarci dal lato più rischiso, perennemente sul filo di un rasoio a cercare di non cascare dalle nuvole ma tenendo i piedi per terra.
Ecco. Se l'essere donna, per chi di più e per chi di meno, significa anche questo, il diventare mamma implica reazioni ancora più violente. Non so come esprimere il concetto e benchè l'italiano sia una lingua che non mi ha mai tradito non trovo una parola che sia in grado di definirne il significato perciò la chiamerò Mammitudine. Non è la maternità, quella, con gioie e dolori è l'essere madre in sè, con tutti i vincoli affettivi che questa condizione comporta. La mammitudine è un'altra storia: è un modo di esistere, ma anche un'abitudine consolidata, una predisposizione, un'inclinazione.
Diventi mamma e cambi. Cambi fisicamente per le trasformazioni del tuo corpo e dei lineamenti del tuo volto, cambiano le tue espressioni perchè cambiano i tuoi sentimenti e il modo in cui li percepisci. Cambia persino il tuo modo di vivere perchè è cambiato il modo in cui la vita la vedi. E' una magia o forse solamente una serie di reazioni chimiche, ma non puoi vedere i tuoi figli come individui singoli se non li hai prima visti come prolungamenti infiniti di te. I tuoi occhi diventano mille perchè ti si impone il bisogno di vedere non solo più con i tuoi ma anche con quelli dei tuoi bambini e quando fai una cosa, una qualsiasi cosa, la fai pensando alle possibili interazioni che questa azione avrà su di loro, che si tratti di girare la frittata piuttosto che di attraversare la Manica a nuoto.
La mammitudine è l'essere mamma più tutto il bagaglio che si porta dietro. Così come ogni mamma si porta dietro la borsa con i cambi, i pannolini, le merende, i ciucci e i pupazzi ogni qualvolta esce di casa, così porterà con sè la propria mammitudine in ogni contesto di vita quotidiana: nel lavoro, nei passatempi, nella vita di coppia e in quella famigliare, alla riunione del lunedì mattina piuttosto che al pranzo della domenica.
Va da sè che per tutte quelle donne che hanno un'attività creativa come passatempo, come passione o come mestiere, la mammitudine assuma una valenza ancora maggiore perchè maggiore è la fetta di sè che devono mettere in quello che fanno.
E' ormonale, non ci puoi fare nulla. Io per esempio per fare un banalissimo esempio, quando è nato Leonardo ho sprecato l'azzurro in tutte le sue sfumature, mentre nell'attesa di Carlotta riuscivo a disegnare solo più coniglietti bianchi con gli occhi a cuore. Ma non sono l'unico esempio e ne vedo tutti i giorni di mamme che devono precisare di esserlo per giustificare delle scelte che altrimenti non saprebbero spiegare.
Anche in questo stà la bellezza del mondo e anche se a volte mi sale un pò di nostalgia per quello che ero prima sono grata alla mia mammitudine perchè la considero una parte imprescindibile della mia persona, l'acqua fresca a cui si dissetano il mio corpo, la mia anima e i miei pennelli. Così è come la vedo io, per voi è lo stesso?

Leonardo olio su tela 30x30cm

2 commenti:

  1. Ciao Irene! Sono rimasta veramente a bocca aperta... sei di una bravura incredibile!!!!
    Appena l'ho visto ho pensato fosse un foto ritocco, invece poi holetto 'olio su tela'... Oddio!
    Spettacolare!!!
    Ancora complimenti davvero :)

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  2. grazie Simona, ma qui sono partita avvantaggiata perchè il soggetto è già bellissimo di suo! Presto inserirò anche il resto della galleria sul blog, sempre se riuscirò a destreggiarmi con Blogger che per me è una novità! .. menomale che ci sei tu a dare una mano!

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