giovedì 14 maggio 2015

"Point Betsie Lighthouse"

Un attimo prima il "quadro prezzemolo" (ne ho già parlato qui) prende forma nel mio angolino caotico...


...e un attimo dopo è finito, giusto in tempo per partire per la casa che lo aspetta al mare. 
Buon viaggio "Point Betsie"!




"Point Betsie Lighthouse" olio su tela 30x60cm


sabato 9 maggio 2015

Mr. & Mrs "Chef"

Questi due mi hanno fatto "compagnia" in studio per un pò di giorni.

Non posso dire che siano ritratti. 
Perchè per me un ritratto semplicemente copiato da una fotografia non lo si può fare bene. Per fare un ritratto devi conoscere la persona che dipingi, per coglierne le espressioni tipiche e la sua vera essenza.

Non posso dire che siano caricature.
Perchè la caricatura deve esaltare i difetti del personaggio in questione e io sono troppo educata per far notare le magagne agli amici, figuriamoci a due perfetti sconosciuti! 

Queste sono rappresentazioni simpatiche di due persone reali, fortemente volute da un'amica della coppia che voleva far loro un regalo davvero speciale e personale nel giorno del loro matrimonio. 

Loro sono "Le Bon Ton" e "Le chef", insieme gestiscono un ristorante e oggi si promettono amore eterno! 

"Le Bon Ton" olio su tavola 25x50x1,4cm

"Le Chef" olio su tavola 25x50x1,4cm



Anche senza conoscerli a forza di guardarli negli occhi mi sono già un pò affezionata
 ... quindi ...
auguri di cuore anche da parte mia Mr.&Mrs. Chef!

giovedì 30 aprile 2015

il "quadro prezzemolo"

Dopo tanti muri in giro, è bello dipingere un pò in studio e godersi la pace di casa. Gli ultimi lavori mi hanno portato fuori sovente, "l'elefante di Up", la "London room", l'orologio "notre temps", ma ora ho un paio di progetti da realizzare qui, tra le mie mura domestiche.

Il primo è questo, un quadro che mi è stato commissionato come regalo per una persona che, beata lei, lo potrà appendere nella sua casa al mare.
Il soggetto marittimo per eccellenza è il pesce, poi vengono a pari merito la barca e la spiaggia, subito seguiti da granchietti che camminano al contrario e crostacei vari.
Ma il soggetto che io preferisco, in assoluto, è il faro. Forse perchè ha un forte valore simbolico, o forse solo perchè la maggior parte dei fari sono a righe. E io adoro le righe!
Visto che il regalo non deve essere troppo impegnativo, nè sfidare i gusti della destinataria, ho optato per un soggetto classico adattabile ad ambienti diversi.
Un paesaggio che stia bene un pò dappertutto.
Praticamente un "quadro prezzemolo"

Ecco, la storia del quadro prezzemolo inizia così...







venerdì 17 aprile 2015

"Notre temps" .Il nostro tempo.

Vi mostro l'ultimo lavoro che ho appena concluso. E senza tanti giri di parole, visto che ho fretta di farvelo vedere.  Mi è piaciuto dipingerlo, mi ha garbato pensarlo e soprattutto sul finale mi ha intenerito vedere gioia pura negli occhi di chi lo avrà sotto lo sguardo ad ogni caffè mattutino.

Non credo di aver mai conosciuto una persona che come Chiara vive ogni respiro in un modo che più romantico non si può. (Chiara, la padrona di casa)
Forse è per questo che "solo" un orologio mi sembrava non bastasse... ci voleva qualcosa che rivelasse la vera essenza di Chiara e Roberto (Roberto, il padrone di casa, marito di Chiara).
Così il soggetto l'abbiamo studiato insieme. Lui ci ha messo l'orologio da taschino, proprio quello lì, con la cassa arrugginita, i numeri consumati e una catena che lo tenga ben saldo.  Lei ci ha messo la leggerezza delle farfalle con le ali di un bel colore squillante e quella dose di surrealismo giocoso da paese del cucù.

C'è anche una scritta che ammicca . La frase è di Chiara, ma la dedica è mia...

"Notre temps", il vostro tempo, il vostro momento, la vostra occasione. Il tempo che dedicate a voi, il tempo da rubare alle vostre giornate, ad ogni costo, per godere della pace di casa, della tranquillità famigliare e di un amore straordinario come il battito d'ali delle farfalle.

Meccanismo e lancette li dobbiamo ancora piazzare, per il resto il murales è dipinto ad acrilico su una sporgenza in cartongesso che ospita la canna fumaria. Le misure si aggirano intorno a 100x60x40 e da qualche parte, in giro per la cucina c'è una farfallina ribelle che cerca di uscire dalla finestra della cucina... o che forse vuole entrare?











martedì 24 marzo 2015

La "London room"

G. ha undici anni, forse quasi dodici.
M. è sua sorella. Ha cinque anni, quasi sei. 
Se guardi con attenzione puoi leggere in tutti e quattro i loro occhietti furbi una sorta di stupore caramellato, un luccichio dolcissimo e prepotente. È la loro naturale predisposizione al mondo, alla scoperta, alla sorpresa. E' quella cosa che mescolata ad una sana curiosità da un lato vuol farle restare bambine per sempre,  dall'altro vuol farle crescere ad una velocità esponenziale. 

Piccole donne crescono.
Per fortuna, ma anche purtroppo. Perchè noi genitori ce ne accorgiamo solo a cose fatte e poi da lì tornare indietro a dondolarle un'ultima volta sull'altalena non si può più.

Ecco cosa dobbiamo fare: preservare i loro sogni più grandi e i loro piccoli pensieri. Fare in modo che trovino un loro personale equilibrio, sempre.

La stanza dei giochi delle ragazze aveva bisogno di crescere un pò con loro, magari per accogliere anche una zona per studiare e fare i compiti, e così la loro mamma mi ha chiesto di dipingere sulle pareti qualcosa che le desse il giusto mood. 
Poteva sembrare un'impresa mettere daccordo le due sorelle e invece è stato semplice come una bicchierata d'acqua fresca. Con la "London room" Le abbiamo accontentate entrambe.

Ora G. può studiare alla luce di due lampioni sbilenchi mentre M. sorseggia un tè in compagnia di Mary Poppins. 
G. fa i conti su una lavagna a forma di cabina telefonica rossa (con la vernice lavagna si ottengono cose strepitose!) e M. impara l'abc con Trilly dispettosa.
G. può rilassarsi all'ombra di un BigBen che le svela l'ora (sto aspettando con impazienza il pacco con meccanismo e lancette da applicare all'orologio!!) e M. aspetta PeterPan che la venga a prendere in volo per farle vivere meravigliose avventure. 

Le fotografie non sono come avrei voluto... perchè la giornata è grigia e io avevo fretta di farvi vedere il risultato finale, ma d'altro canto, senza qualche nuvoletta plumbea qua e là, che London potrebbe mai essere?















lunedì 16 marzo 2015

Silenzio, parla lui...

Ho finito la mia riproduzione di "L'Albero della vita" di Klimt. 
Oltre ad un lavoro per me piacevole e gratificante è stato anche un viaggio nel tempo alla ricerca del significato profondo di quest'opera. Esistono mille e più interpretazioni, tanto che ci sarebbe da perdercisi dentro e se googlate "Albero della vita" non ne uscirete di certo con le idee più chiare.

Ma sapete cosa vi dico? Cercate, studiate, leggete le varie opinioni, le versioni, le interpretazioni... ma poi dimenticatele per un minuto e fidatevi solo dei vostri occhi. 
Perchè un'opera d'arte è fatta di un linguaggio principalmente "godibile" e  non "spiegabile". 
Perchè un'opera d'arte deve passare dagli occhi e arrivare dritta alla pancia così com'è, senza passare dal cervello. 
Un'opera d'arte non deve dare, nè chiedere spiegazioni, il suo unico scopo è far vibrare le corde dell'anima.

Su quest'opera in particolare si parla di influenze egiziane, giapponesi, bizantine. Si parla di rinascita della natura, di ciclo delle stagioni, di simbolismo femminile e maschile. Si narra di uno schizzo su carta e di un mosaico di dimensioni enormi, si racconta di pietre prezione, marmi , coralli. Si parla della storia di una famiglia aristocratica e del lavoro certosino di artigiani viennesi. Ce ne sarebbero ancora tante di cose da raccontare, ma non qui e non ora. Ora, dopo avervi raccontato l'inizio (qui) e la continuazione del quadro (qui) e (qui), è giunta l'ora di mostrarvi il gran finale, la tela finita.

Questa è l'ora di tacere, parla il "Quadro del silenzio"...

"L'attesa"

"L'albero della vita"

"L'abbraccio"
"L'albero della vita" 60x100cm olio e foglia d'oro su tela

lunedì 9 marzo 2015

All'indietro

Uno degli errori più grandi che fanno le mamme è dimenticarsi di essere anche tutto il resto. 
Per mesi, ma anche per anni qualche volta. 
Poi piano piano, quando arriva il momento (e per ognuna di noi è diverso), si parte per un viaggio alla riconquista dei pezzetti dimenticati. 
Perchè di punto in bianco ti ricordi che sei stata anche altro prima di essere madre e ti viene un pò di malinconia. 
Vuoi tornare a fare la fidanzata con gli occhi a cuore, la migliore amica dalle telefonate di un'ora, la persona che fa dei suoi sogni progetti concreti (o almeno ci prova), quella che ogni tanto mette la gonna e le scarpe da NON ginnastica. E mille altre cose, che sono stata e poi mi sono dimenticata.

Devi solo trovare il modo di incastrare tutti i pezzi.

Dove SOLO è una parola grandissima.

Il "quadro del silenzio" è quasi finito. (Ne ho parlato qui se non sapete il perchè di questo nomignolo). 
E devo ammettere che a tutto questo non-rumore mi sono abituata presto come non avrei creduto. 
E mi piace. 
Mi ha aiutato a tornare un pò più ME dopo tanto tempo, a tornare alle mie radici andando all'indietro sul filo di quei rami riccioluti e dorati. 
Ecco l'ultimo Work in Progress prima del gran finale...